Pronti a votare OBAZ alle primarie. Istruzioni per il voto

Ragazzi ci siamo, manca poco all’elezione del nuovo segretario del principale partito della sinistra. Noi siamo pronti per andare ai seggi a votare OBAZ, l’unico candidato segretario in grado di ridare dignità e forza a una sinistra italiana debole e incapace di sostenere una alternativa di governo.

Obaz è Omaba e Zapatero. Obaz è libertà e giustizia sociale, welfare state e diritti civili. Obaz è la risposta alla crisi economica, al liberismo sfrenato, al conservatorismo clericale. Tutti coloro che vogliono una sinistra laica, riformista ed europea, si presentino insieme a noi ai seggi del PD per votare OBAZ.

ISTRUZIONI PER IL VOTO

Le votazioni avranno luogo nella giornata di domenica 25 ottobre, dalle 7 alle 20.
Puoi votare se hai almeno 16 anni e sei: cittadino italiano, cittadino europeo con residenza in Italia, o cittadino di un altro paese con permesso di soggiorno in Italia.
Per votare basta un documento d’identità e la tessera elettorale. Per i minorenni e i cittadini stranieri serve solo il documento.

La scheda per votare il segretario nazionale è quella di colore azzurro.
Il contributo per votare è di 2 euro.

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Perchè noi votiamo Obaz

Lui cè, è il nostro candidato alla segreteria del Partito Democratico, unica speranza per coloro che guardano con ammirazione due Paesi a noi tanto vicini quanto lontani. USA e Spagna, Obama e Zapatero, due grandi leader, portatori di una nuova alternativa di progresso, di una rinata speranza.
Questo è il primo passo affinché presto possano essere realtà anche per l’ Italia, humus di un nuovo centro-sinistra che voglia cambiare il volto del Bel Paese.
Obaz è il candidato di coloro che “hanno scelto la speranza sulla paura, l’unità degli scopi sul conflitto e la discordia” e che hanno compreso come sia venuto “il tempo di riportare a nuovo quel prezioso regalo, quella nobile idea passata di generazione in generazione: la promessa mandata dal cielo che tutti sono uguali, tutti sono liberi e tutti meritano una possibilità per conseguire pienamente la loro felicità”.
Immaginiamo un Paese dove la presenza di multiformi culture sia una forza e non una debolezza. “Un Paese di cristiani, musulmani, ebrei e indù- e di non credenti; scolpiti da ogni lingua e cultura, provenienti da ogni angolo della terra”

“I movimenti migratori, se sono controllati, se sono regolari, se si producono all’interno della legalità ed obbediscono alle necessità dell’una e dell’altra parte, sono un fattore importante di progresso umano. Occorre regolare questi flussi, in modo che si producano nella legalità e in coerenza con le necessità reali dei paesi poveri e dei paesi sviluppati, nel rispetto della dignità delle persone”.
Un Paese che sappia privarsi dell’egoismo occidentale, pronto a nutrire corpi e menti dei Paesi Poveri, che non resti indifferente alle sofferenze fuori dai nostri confini; che si fondi sulla bontà di chi accoglie uno straniero quando le dighe si spezzano, sull’altruismo degli operai che preferiscono lavorare meno piuttosto che vedere un amico perdere il lavoro.
Un Paese dove né la chiesa cattolica né altre istituzioni religiose devono imporre i loro principi attraverso le leggi. Devono farlo attraverso le coscienze dei propri fedeli. Noi rispettiamo tutte le fedi, tutte le credenze religiose. Ma lo stato non ha una religione”.

Un Paese che sappia “ridare alla scienza il posto che le spetta di diritto”, che sappia “mettere le briglie al sole e ai venti per rifornire le nostre vetture e alimentare le nostre fabbriche” e che “trasformi le nostre scuole e le nostre università per soddisfare le esigenze di una nuova era”.
Un Paese che abbia gli occhi vigili sul mercato e che voglia ampliare le opportunità a ogni cuore volenteroso, non per beneficenza, ma perché retta via verso il bene comune”. “Un Paese non può prosperare a lungo se favorisce solo i ricchi”

Un Paese che ritorni ad avere una Politica con la P maiuscola; “Le idee sono molto importanti in politica, così come lo sono nella vita in generale. Quello che accade a quanti affermano di non avere un’ideologia è che disconoscono come si chiama la propria, così come disconoscono anche coloro che hanno formulato le idee nelle quali credono, disconoscono il contesto storico e gli obiettivi per i quali furono pensate quelle stesse idee.
D’altra parte, credo che abbiamo appreso che i sistemi di pensiero chiusi sono a volte molto pericolosi e, in generale, abbastanza inutili. C’è vita fuori dell’ortodossia. La maggior parte della vita sta fuori da qualsiasi ortodossia”.

“La politica si occupa di ciò per cui non abbiamo una risposta tecnica o scientifica; per questo motivo, dato che nessuno può possedere la risposta vera, la politica deve essere democratica, in modo che in ogni caso possa e debba ottenere il maggior appoggio possibile per raggiungere ciò in cui crede. Da qui la nostra profonda fede nella democrazia, il rifiuto dell’abdicazione alla responsabilità che implica la consegna della stessa politica nelle mani della tecnocrazia e del populismo. Per tutte queste ragioni, la sinistra non può essere “scientifica”: deve essere democratica. Noi non abbiamo un’ortodossia da offrire”.

Le nostre sfide possono essere nuove, gli strumenti con cui le affrontiamo possono essere nuovi, ma i valori da cui dipende il nostro successo: il lavoro duro e l’onestà, il coraggio e il fai play, la tolleranza e la curiosità, la lealtà e il patriottismo, queste sono cose antiche”.

nb. le frasi fra virgolette sono di Obama e Zapatero